Se si parla di arte e delle sue espressioni attraverso la fede non si può non concludere che le vette più alte di questa forma architettonica sono state raggiunte nella città di Lecce.
Il capoluogo del Salento può essere visto come uno straordinario spettacolo pirotecnico in cui tutto, dalle magnifiche facciate delle chiese o dei conventi ai balconi degli edifici pubblici o privati, finanche ai più umili portali, suggella il trionfo del barocco e della pietra leccese.
Ea proprio nelle caratteristiche di questa pietra (un calcare marmoreo, compatto ed omogeneo ma al contempo così tenero da poter essere lavorato con ascia e scalpello) risiede forse il segreto di tanto splendore.
Splendore che si può ammirare interamente nella Basilica di Santa Croce (1549-1689) che, a detta di molti, da sola vale un viaggio nel Salento. Ma, chi arriva a Lecce, capoluogo e città più importante del Salento, è subito colpito dalla sua aria distinta, intellettuale, spirituale ed aristocratica, che affonda le sue radici in secoli di vita civile.
Lecce, infatti, grazie alle ricchezze e alle bellezze dei suoi monumenti, nonchè alla conservazione delle sue tradizioni, può essere fiera dei numerosi appellativi con cui è conosciutà: la "Atene delle Puglie", la "Firenze del Sud". E i segni e le testimonianze di tanto lavoro artistico, sono disseminate per la città.
Basta raggiungere il Duomo (1144-1230) arricchito all'interno da dodici altari con il campanile alto 68 metri e il Palazzo del Seminario ad esso attiguo. Oppure dirigersi verso Piazza Sant'Oronzo, in cui campeggia la colonna con la statua del Santo,o verso il Palazzo del Seggio o ancora verso l'ex convento dei Celestini (oggi Palazzo del Governo), oppure ancora ammirare le Chiese di Santa Chiara, Santi Niccolò e Cataldo e dei Teatini.
Basta una passeggiata per il centro storico per lasciarsi sorprendere e rapire dall'incanto di Lecce. Dal suo splendido anfiteatro romano di notevoli dimensioni a testimonianza che la città ricopriva anche durante i fasti dell'impero; dall'imponente Castello Carlo V che il sovrano fece erigere quale simbolo della sua grandezza e del suo amore per il Salento; dalle tre porte che delimitano l'accesso all'interno delle mura: Porta Rudiae, Porta Napoli (o Arco di Trionfo) e Porta San Biagio.
Oppure fermarsi nelle botteghe degli artigiani per osservare la loro abilità manuale e per lasciarsi conquistare dalle opere in cartapesta per cui i maestri leccesi sono rinomati in tutto il mondo.
Anche per questo una passeggiata a Lecce vale la pena.
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